Quella piccola vettura, così distante dalle avveniristiche e
sofisticate Formula 1, piacque talmente a Maurizio che decise di
documentarsi con assiduità sulle vettura della Casa torinese,
che già all’epoca vantava importanti trascorsi agonistici
specialmente nei rally.
“In quegli anni
- racconta - nacque anche
la passione per il modellismo e cominciai così ad acquistare
quel poco che all’ora offriva il mercato: i modelli della
Mercury e della Politoys. Poi, con tanta pazienza, un po’ di
stucco e lamierino, cercavo di elaborarli per realizzare le
vetture che vedevo sulle riviste.”
La passione per il modellismo e quella per le
corse su strada, che sono oramai diventati la sua specialità
preferita, spinge Maurizio a trascorrere notti insonni per
seguire i rally o per finire di montare una delle sue
elaborazioni in scala: i ricordi di Maurizio risalgono dunque
alle Fulvia ufficiali impegnate nei primi anni ’70, al rally
delle Alpi Orientali, al Sanremo-Sestriere, più tardi al Giro
d’Italia:
“Ricordo anche quando
in un trasferimento, al rally di Sanremo del 1976, vidi nello
specchietto retrovisore i fari della Stratos di “Tony”. Non
riusciva a superarmi perché la strada era troppo stretta: temevo
che mi buttasse giù dalla scarpata!”
Devono però trascorre ancora vent’anni prima che, resosi conto
di alcune lacune modellistiche e della sempre crescente
richiesta da parte degli appassionati, decida di fondare il
“Lancia Model Club”:
“I principali
produttori di modelli realizzavano sempre le stesse vetture,
nelle medesime versioni: la Fulvia HF di Munari al Montecarlo,
la Stratos Alitalia, sempre di Munari, sempre al Montecarlo…
Ebbi la fortuna di conoscere personalmente alcuni piloti che
all’epoca correvano con la Delta: da parte loro c’era il
desiderio di avere il modellino della propria vettura, da parte
mia c’era invece la volontà di dare inizio a una collezione di
sole vettura Lancia. Così ho cominciato a realizzare alcuni
fogli di decals, sia per assecondare i piloti sia per colmare
una lacuna tematica.”
La decisione è saggia e incontra in breve tempo un largo
consenso da parte dei modellisti più esigenti: l’associazione
conta oggi circa 200 soci, principalmente in Italia; essi sono
gli unici a potersi assicurare i modelli nelle versioni
esclusive del “Lancia Model Club”, che utilizzano
prevalentemente basi della Racing43, Arena Modelli e Tron.
“I
primi modelli riproducevano le vetture che correvano in quegli
anni, poi ho dato il via alla serie della Stratos, che è anche
la mia preferita.”
Tante sono infatti le versioni che nel tempo Maurizio Bruna
ha realizzato per la maggior parte dei modelli del marchio
Lancia: senza tralasciare alcun particolare e con una paziente
ricerca, sono stati prodotti bellissimi inediti della Fulvia
Zagato, Fulvia HF, Stratos e Delta, che hanno fatto davvero la
felicità di collezionisti e soprattutto quella dei modellisti,
alla spasmodica ricerca di “pezzi” pregiati e inconsueti.
La tua iniziativa è alimentata dalla sola passione: quali sono i
limiti che devi imporre alla tua attività?
“Tutto
ciò che viene fatto per passione, rischia di trasformarsi in una
pericolosa frenesia: è facile farsi prendere la mano e così i
costi lievitano, o peggio, diventano fuori controllo. Invece
devo stabilire con attenzione cosa fare e delle mille idee che
ho in mente alla fine devo sceglierne solo dieci…”
Quali
sono invece le maggiori difficoltà per realizzare un inedito,
come la maggior parte dei tuoi modelli?
“Per i modelli degli anni ’60 e ’70, l’aspetto più
difficile è reperire le informazioni necessarie: i libri
riportano quasi sempre materiale già visto; i piloti a volte non
ricordano con eprecisione (mi riferisco ai colori o al numero di
gara, che per me sono essenziali): allora mi vengono in soccorso
le immagini scattate da fotografi amatoriali o lo scambio di
opinioni e materiale con altri “matti” come te o come il
sottoscritto, sperando di trovare qualcosa di nuovo.”
Già, il “matto” in questione, come mi definisce Maurizio, fu uno
dei primi ad associarsi… Qual’è il modello di maggior successo
del Lancia Model Club?
“Devo dire che, quasi inspiegabilmente, visto la livrea
un po’ povera, la riproduzione che è andata completamente
esaurita, è quella della Stratos di Alen-Kivimaki al Rac Rally
del 1981”
In generale il modello della Stratos è quello che hai venduto di
più?
“Si, direi di si. La Stratos e la Delta sono le auto che
stanno più a cuore degli appassionati Lancia. Un altro modello
si successo è stata la Delta della ART impegnata nel Campionato
Medio Orientale del 1991 con il principe arabo Kayath.”
Quando il modellista di Acqui Terme informò il principe-pilota
sull’eventualità della riproduzione, Kayath non solo manifestò
un grande interesse, ma per poter offrire una completa
documentazione della vettura, no esitò a spedire via aereo la
Delta ad uno studio fotografico di Parigi affinché la
fotografasse in ogni particolare. Inutile descrivere la gioia
del principe arabo quando ebbe tra le mani il modello: ne volle
altri da regalare a parenti ed amici e invitò Maurizio nella sua
residenza in Arabia. Ancora oggi, nonostante sia di diversa fede
religiosa, invia puntualmente i propri auguri natalizi.
Quale il modello che ha richiesto il maggior impegno per la
realizzazione?
“Penso
che sia stato quello della Stratos di Leo Pittoni al Targa
Florio del 1978: è stato molto difficile trovare le foto per
ricavare il disegno delle decals. Avevo solo una vista
posteriore e un tre-quarti laterale. Poi scava, scava, ne ho
trovate delle altre ed è nato anche quel modello.”
Chi sono i Clienti del Lancia Model Club e da dove arrivano?
“Sono tutti “malati”
come noi! Prevalentemente vivono in Italia, ma mi scrivono e si
associano anche dalla Francia, Spagna e soprattutto Giappone,
paese di provenienza dell’amico Akira Arada.”
Quali sono le difficoltà per mantenere vivo l’interesse dei
soci?
“Ho
poco tempo a disposizione: vorrei dare vita a una pubblicazione,
organizzare un raduno, ma non ne ho proprio il tempo!”
Sono
clienti soddisfatti?
“Nessuno è mai soddisfatto! Io farei lo stesso…”
Ti hanno mosso dunque delle critiche?
“Si, a
volte. Spesso sono ingiustificate perché presto molta attenzione
alla documentazione, ma molti sono convinti di avere sempre
ragione…”
Le basi che utilizzi per le Stratos sono di Racing43e Arena
Modelli: trova per ognuno un pregio e un difetto:
“Sono
entrambe ottime realizzazioni: quello di Arena è magnifico, ma
non mi piacciono in cerchi; di Racing43 ammetto di preferire il
vecchio modello rispetto al nuovo.”
Lancia Model Club non ha mai realizzato un modello in scala
1/24?
“Mai!
- risponde prontamente -
È una dimensione che non mi
piace e poi, per questioni di osti meglio restare su una scala
ridotta.”
Quella di Maurizio Bruna è rimasta una passione, insaziabile,
che lo ha portato recentemente a intraprendere una nuova
avventura:
“Non mi bastava più
realizzare versioni su basi esistenti, così ho deciso
approfondire le mie ricerche su segmenti di mercato ancora
inesplorati, dove nessuno si era cimentato prima, colmando
alcune lacune. La neonata EmmeBi Models ha già prodotto numerose
versioni della Aurelia, della mitica Fulvia 2C, una inedita
Fulvia “Barchetta” realizzata grazie al dettagliato ricordo di
Arnaldo Bernacchini (che rammentava addirittura la coperta
tenuta nel baule per riscaldarsi ai controlli orari…) e una
Delta S4 utilizzata nel campionato spagnolo rally su terra, alla
fine dell’era dei Gruppi B.”
Quali novità ha in serbo la EmmeBi Modelli per gli
appassionati?
“La Fulvia Zagato, una vettura particolare, che ha corso poco,
ma della quale si possono realizzare singolari versioni sia da
pista che da rally, visto le sue partecipazioni alla Targa
Florio, rally di Montecarlo, oltre ad alcune interessanti
versioni private. La Aurelia che ha corso a Le Mans e alla Mille
Milgia. Entro fine anno conto di arrivare a quindici modelli.”
E per i soci del Lancia Model Club?
“Realizzerò i modelli che ancora mancano delle Stratos che hanno
corso al rally dell’Isola d’Elba, grazie alla collaborazione con
un gruppo di appassionati locali: la prima, che sarà pronta
entro fine anno: è la vettura bianco-azzurra sponsorizzata “Albarella”,
di cui realizzerò anche la versione che ha corso a Montecarlo
con Codognelli.”
Nonostante l’entusiasmo, Maurizio Bruna, classe 1952, attraversa
oggi un momento di “riflessione”…
“I
costi sono aumentati e non c’è stato il ricambio generazionale:
i giovani preferiscono acquistare modelli die-cast e i
modellisti “invecchiano”. Molti di loro hanno già di tutto e per
questo è sempre più difficile trovare nuovi appassionati.”
E
tu, trovi ancora stimoli nel modellismo?
“Vorrei
avere giornate di trentasei ore! Mi piace, e molto, dedicarmi al
modellismo.”
Quanti modelli hai nella tua collezione personale?
“Credo
poco più di 240 montati e almeno altrettanti kit in scatola di
montaggio. Il mio sogno è quello di raggiungere i 1.000 modelli
Lancia.”
I tuoi preferiti?
“La
Stratos di Arena Modelli, la “Deltona” di Racing43 e la Flavia
Coupé di Tron: sono le tre realizzazioni più bella della storia
Lancia."
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